{"id":834,"date":"2021-04-28T17:59:27","date_gmt":"2021-04-28T15:59:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.circolodelpanda.it\/?p=834"},"modified":"2021-06-16T10:38:24","modified_gmt":"2021-06-16T08:38:24","slug":"lo-spirito-olimpico-a-tutto-spettro-anche-cromatico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.circolodelpanda.it\/2021\/04\/28\/lo-spirito-olimpico-a-tutto-spettro-anche-cromatico\/","title":{"rendered":"Lo spirito olimpico a tutto spettro (anche cromatico)"},"content":{"rendered":"<p>A Vishnu (dio indiano della conservazione) \u00e8 dedicata una festa che ogni anno, con l\u2019inizio della primavera, celebra la vittoria del bene sul male; si potrebbe dire che, spalmando e spargendo i colori sulla loro pelle, i devoti (che chiamano <em>Holi<\/em> questo festival dei colori) compiano un vero e proprio rito agonistico. Tradizionalmente, che l\u2019esperienza sia il solo tramite dell\u2019insegnamento spirituale \u00e8 un dato di fatto inaggirabile. Questo nulla toglie alla possibilit\u00e0 che questo stesso insegnamento si renda accessibile attraverso una <em>fenomenologia<\/em>. Certo, il maestro pu\u00f2 solo indicare all\u2019allievo che cosa fare; non pu\u00f2 \u201cmostrare\u201d ci\u00f2 che in realt\u00e0 si mostra da s\u00e9, e che \u2013 secondo Ludwig Wittgenstein \u2013 non appartiene al sapere: esso \u00e8 ci\u00f2 che si mostra come il semplice darsi delle cose, il mistico.<\/p>\n<p>In fondo, si potrebbe affermare che attraverso l\u2019osservazione dei colori arriviamo a considerare la mistica come un concetto concreto, per quanto ineffabile. Se consideriamo il caso esemplare della fenomenologia del colore, vi \u00e8 per Wittgenstein un problema tipicamente insolubile che risulta evidente dalle considerazioni appena svolte nel ragionamento sul mistico. \u00c8 l\u2019impossibile (e pertanto inutile) forma logica che insiste nel rendere esplicita l\u2019immagine positivistica della stessa logica, che non a caso Wittgenstein paragona all\u2019algida superfice ghiacciata; esplicitare l\u2019esplicito equivale a rendere colorato ci\u00f2 che \u00e8 gi\u00e0 dello stesso colore nel campo visivo. Il problema si dissolve non appena si scioglie il crampo logico che lo attanaglia: che senso avrebbe colorare di bianco il foglio bianco?<\/p>\n<p>A Cambridge, dove prima di lui ha insegnato e svolto i suoi esperimenti Isaac Newton, Wittgenstein ha indagato a lungo sul tema dei colori e sulle propriet\u00e0 dello spettro cromatico, esattamente come il suo illustre predecessore. Sempre a Cambridge, negli ultimi anni di vita, dopo aver letto la <em>Teoria dei colori <\/em>di Goethe, scriver\u00e0 un testo dedicato a questo argomento. Nell\u2019evidenziare i diversi punti di vista di questi tre autori si comprenderanno anche le differenze di ordine fenomenologico sulle rispettive proposte. Il che permette di evidenziare la reciproca contiguit\u00e0 delle stesse proposte. E con ci\u00f2 l\u2019impossibilit\u00e0 di affermare una preferenza data una volta per tutte di una di esse su tutte le altre.<\/p>\n<p>Cominciamo da Newton, che con i suoi esperimenti ha indicato un perimetro misurabile per la scienza della colorimetria; l\u2019idea qui proposta attraverso l\u2019osservazione attraverso il prisma della scomposizione e ricomposizione cromatica \u00e8 che i colori siano prodotti dalla luce.<\/p>\n<p>Per Goethe, di contro, \u00e8 all\u2019ordine ideale dei colori, che compongono la luce e la riproducono, che occorre guardare. Per questo il carattere simmetrico e la forma perfettamente circolare meglio descrivono la forma dei colori. Ed \u00e8 rispetto all\u2019oscurit\u00e0 che i differenti colori dispongono le corrispondenti sensazioni psicologiche, a loro volta schematicamente organizzate su base concettuale.<\/p>\n<p>Da ultimo, ci\u00f2 che a Wittgenstein interessa evidenziare \u00e8 che sia l\u2019aspetto sperimentale che quello concettuale, per quanto analiticamente isolati, non possono esistere se non nelle conseguenze pratiche a cui danno accesso in una forma analoga a quella del fenomeno del linguaggio comune, in una sintassi. I colori necessitano, cio\u00e8, di una forma logica e di una rappresentazione grammaticale.<\/p>\n<p>Ecco quindi come alle tre differenti rappresentazioni proposte, grammaticale, concettuale e sperimentale, corrispondono tre diverse idee, filosofica, artistica e fisico-naturalistica, di un disegno geometrico cui danno accesso le diverse prospettive ideate dai tre autori: nel caso di Wittgenstein, l\u2019ottaedro, in quello di Newton l\u2019eptaedro; infine, in Goethe, l\u2019esaedro. Ogni differente prospettiva pu\u00f2 essere inclusa nell\u2019altra, se si considera che l\u2019ottaedro di Wittgenstein, con la sua forma a doppio cono rovesciato ha al centro i sei colori dell\u2019esaedro goethiano e come punti di fuoco esterni il bianco e il nero, che, se isolati, inquadrano l\u2019eptaedro newtoniano, e da cui, a secondo dell\u2019impostazione tipologica e delle inclinazioni professionali, parte ogni assegnazione di preferenze.<\/p>\n<p>Il confronto tra l\u2019ottica di Newton e la posizione critica di Goethe permette comunque di mettere in prospettiva dialettica il tema dei colori.<\/p>\n<p>Alla base dell\u2019esperienza fisiologica del colore c\u2019\u00e8, per Goethe, il contrasto dinamico tra luce ed oscurit\u00e0. Pensare la luce come composta di colore, come vuole Newton, \u00e8 quindi un errore, perch\u00e9 lo spettro che ne determina la combinazione a raggiera (per Newton asimmetrico, composto di sette gradazioni; per Goethe simmetrico, composto di sei) pu\u00f2 essere assicurato solo da uno sfondo, che a sua volta non pu\u00f2 che aggiungere contrasto luminoso (e non pu\u00f2 <em>dare<\/em>, esso stesso, luce). \u00c8 questo contrasto, che \u00e8 attivo nella formazione dei colori (prodotti dalla luce) ad essere a sua volta un effetto (ed un prodotto del concetto); in questo stesso modo, una spiegazione non meccanica degli esperimenti di Newton, a partire dal loro svolgimento in una camera oscura, coglie il punto filosofico: una teoria dei colori deve coinvolgere l\u2019oscurit\u00e0 per comprendere l\u2019aspetto fisiologico e percettivo della visione. Insomma, la sensazione e l\u2019immaginazione della luce, che sono collegate e determinate rispetto ad essa, spiegano meglio come la luce sia una dimensione necessaria e sufficiente dei colori; senza di questa vitalit\u00e0 spirituale della visione ogni idea di luce \u00e8 mortificata nell\u2019idea \u201cscientifica\u201d dell\u2019ottica.<\/p>\n<p>Ce ne rendiamo conto meglio partendo dalla privazione. Basta chiudere gli occhi \u2013 direbbero i mistici \u2013 e l\u2019idea di visione cambia. Cos\u00ec, esaminando il caso della cecit\u00e0, pu\u00f2 essere meglio delineata una <em>fenomenologia della visione<\/em>: \u00e8 ci\u00f2 che notiamo, a partire da scrittori riconosciuti per la loro qualit\u00e0 nel raccontare cose sconosciute, o \u2013 come Borges \u2013 fantastiche e mirabili. Sappiamo che lo stesso effetto di sottolineatura drammatica in molta cinematografia riguarda il misterioso, e lo si manifesta proprio attraverso il buio. Ora, si narra che Omero, maestro dell\u2019arte della parola, fosse anch\u2019egli cieco; come pu\u00f2 essere compensata in modo pratico \u2013 ci si potrebbe chiedere \u2013 la privazione attraverso la presenza di luce spirituale lo comprendiamo meglio se la assimiliamo alla produzione artistica, anche come eccellenza dettata da un \u201cdi pi\u00f9\u201d, quello che siamo abituati malamente a considerare un \u201cdi meno\u201d, vale a dire un handicap. In genere, non siamo abituati a pensare la privazione come una risorsa.<\/p>\n<p>La cosa da valorizzare, per concludere su questo punto, \u00e8 l\u2019aspetto ideale della conoscenza che otteniamo dalla metodologia che la spiritualit\u00e0 fornisce per una completa formazione e sviluppo della personalit\u00e0 e del carattere; e questo aspetto valoriale della sperimentazione sui colori si applica in molti casi anche allo sportivo.<\/p>\n<p>Voler star bene con gli altri, e far star bene se stessi: \u00e8 questo insegnamento che si ottiene guardando al senso pratico ed artistico di una sana attivit\u00e0 sportiva. \u00c8 questo ci\u00f2 che predispone alla via della contemplazione, sia come esercizio pratico e come oggetto della pratica nella meditazione, sia come insegnamento derivato dalla vita (life skills) e dalle modalit\u00e0 dell\u2019esperienza vissuta. Entrambi sono il frutto di quella teoria della pratica che \u00e8 definita dal concetto di spirito; il luogo ideale in cui siamo contemporaneamente parte attiva e passiva, ovvero ricettiva, del processo artistico vitale.<\/p>\n<p>Vale lo stesso per lo sport. La riflessione della teologia pratica, applicata all\u2019attivit\u00e0 sociale e ludica \u2013 ormai una disciplina riconosciuta in diverse facolt\u00e0, a partire da quelle inglesi e americane di confessione protestante \u2013 e la ormai radicata idea olimpica di inclusione \u2013 valorizzata di recente da Papa Francesco in una sua intervista importante, che \u00e8 un\u2019ideale enciclica laica sullo sport \u2013 ne sono esempio; hanno il senso di far comprendere il valore dell\u2019ideale di <em>unione nella diversit\u00e0<\/em> che \u00e8 rappresentato dai cinque cerchi colorati, che compongono la bandiera delle olimpiadi. Una riconoscibile, non scontata e non neutrale, comunione d\u2019intenti di respiro universale. In questo modo \u00e8 possibile dare un senso di costituzione concreta alle cose dello spirito, ed un significato (meno etereo) alla parola <em>spiritualit\u00e0<\/em>.<\/p>\n<p><em>Massimiliano Pandimiglio<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A Vishnu (dio indiano della conservazione) \u00e8 dedicata una festa che ogni anno, con l\u2019inizio della primavera, celebra la vittoria [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":835,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0},"categories":[1,36],"tags":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.circolodelpanda.it\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/olimpiadi_1020x680.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.circolodelpanda.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/834"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.circolodelpanda.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.circolodelpanda.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.circolodelpanda.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.circolodelpanda.it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=834"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.circolodelpanda.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/834\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":836,"href":"https:\/\/www.circolodelpanda.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/834\/revisions\/836"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.circolodelpanda.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/835"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.circolodelpanda.it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=834"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.circolodelpanda.it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=834"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.circolodelpanda.it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=834"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}