{"id":879,"date":"2021-08-05T10:08:51","date_gmt":"2021-08-05T08:08:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.circolodelpanda.it\/it\/?p=879"},"modified":"2021-08-05T10:08:51","modified_gmt":"2021-08-05T08:08:51","slug":"che-cose-il-perfezionismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.circolodelpanda.it\/2021\/08\/05\/che-cose-il-perfezionismo\/","title":{"rendered":"Che cos&#8217;\u00e8 il perfezionismo?"},"content":{"rendered":"<p>Questo articolo ha come scopo quello di disegnare un ritratto panoramico delle diverse interpretazioni del concetto di perfezionismo. Offrire un\u2019immagine pi\u00f9 estesa del fenomeno, descritto dalla psicologia moderna, aiuter\u00e0 ad indagare tutte quelle connessioni che la prospettiva storica insieme all\u2019analisi concettuale possono apportare alla stessa nozione di perfezione.<\/p>\n<p>Prima di considerare il perfezionismo come un fattore di rischio per disturbi comportamentali che richiedono interventi specifici di auto-aiuto, o cura (descritti qui da fianco, nel lavoro di Donachie) \u00e8 importante sottolineare che sia l\u2019elevatezza straordinaria, sia coloro che ne ambiscono non devono essere considerati come patologici, o anche problematici, in alcun modo. Particolarmente quando consideriamo la competizione sportiva, un corretto bilanciamento tra un serio e modesto atteggiamento di consapevolezza per raggiungere obiettivi ragionevoli e un forte desiderio di successo \u00e8 la giusta attitudine per una realizzazione completa nella ricerca di gratificazione personale. Quindi \u2013 come approccio standard \u2013 \u00e8 vero che solo impraticabili, irrealistici o vani tentativi di realizzazione sono ci\u00f2 che si deve evitare in tale situazione.<\/p>\n<p>Quando guardiamo alla dinamica che coinvolge 1) il bisogno e\/o 2) il desiderio (di essere perfetti) \u00e8 solo nel primo caso che dobbiamo preoccuparci per quello che definiamo un caso alterato, personale o sociale, di orientamento del s\u00e9. E questo non \u00e8 solo importante per modellare ogni intervento curativo di auto-aiuto sul perfezionismo, ma anche per comprendere in che cosa consista il perfezionismo di per s\u00e9.<\/p>\n<p>Nella filosofia antica questo ideale di perfezione \u00e8 rappresentato dalla virt\u00f9. \u00c8 l\u2019idea di uno stile di vita disciplinato, auto-imposto che sia gli stoici sia gli epicurei consideravano il percorso verso una fonte inalterabile di certezza per la vita pratica. Come ha sostenuto di recente Pierre Hadot \u2013 che \u00e8 giustamente riconosciuto per l\u2019inaugurazione di questo campo di studi \u2013 quello che si mostra negli scritti dei classici Greci e Romani \u00e8 esattamente quello stesso paradigma ideale che funziona da modello per la filosofia morale; esattamente in questo senso, il perfezionismo rappresenta l\u2019incarnazione della moralit\u00e0, al suo picco. Com\u2019\u00e8 nei <em>Pensieri<\/em> di Marco Aurelio.<\/p>\n<p>Vediamo come apparirebbe uno schema essenziale del perfezionismo nell\u2019orizzonte delle tradizioni filosofiche, religiose e spirituali riguardante la soteriologia, la cura e l\u2019auto-aiuto: lo spirito del perfetto standard \u00e8 morale, il che significa che si deve riferire al s\u00e9 <em>interno<\/em>, non al mondo <em>esterno<\/em>; dall\u2019altro lato, \u00e8 solo in armonia con l\u2019intero \u201cessere\u201d che un modello perfetto per il dramma vivente nell\u2019espressione del viaggio spirituale (e interiore) pu\u00f2 essere trovato, il che significa che questo stesso modello di perfezione deve essere naturale (ed esteriore) per lo stesso s\u00e9. Messa in altro modo: un bilanciamento tra questi stessi due focus di drammatizzazione \u00e8 posizionabile al centro di questa dinamica, ed emerger\u00e0 come flusso che non deve condizionarci e limitarci, o limitarci il meno possibile. \u00c8 questo flusso di coscienza \u2013 per ci\u00f2 che le tradizioni spirituali antiche concordano \u2013 che la perfezione <em>\u00e8<\/em>.<\/p>\n<p>In ogni caso, un limite per la perfezione \u00e8 dato indirettamente. \u201cPerfect!\u201d (<em>perfetto<\/em>, in Ital.; <em>parfait<\/em>, in French.; dal Lat. <em>Perficere<\/em>: compiere) \u00e8 ci\u00f2 che indichiamo essere ultimativo, in obiettabile, ben detto o comunque \u201cgiusto\u201d; \u00e8 d\u2019uso in tutti i potenziali sensi che vengono indicati consoni a chiudere ogni possibile discussione in logica: qualcosa di indubbiamente vero, ma ancora limitato \u2013 o al contesto, o alle prospettive \u2013 in quanto tale \u201crelativo\u201d, e insufficiente\u2026 Qualcosa di evidente anche in altre aree del pensiero, o dell\u2019azione; tutti casi in cui il giudizio (e l\u2019auto-valutazione) \u00e8 necessario: un insuperato passo di danza per i ballerini di tango, o un movimento collettivo per una squadra di rugby. Tutto perfetto, e ancora perfettibile! Ai perfezionisti non interessa compiacere, anzi si oppongono di proposito al compiacimento. \u00c8 qualcosa che pu\u00f2 essere osservato nell\u2019umana persistenza: come Kobe Bryant, nell\u2019anticipare ogni singola sessione di allenamento nella sua squadra NBA, i Lakers, con un\u2019aggiunta di due ore in casa; o potremmo pensare allo sforzo speciale richiesto nel provare e riprovare un singolo colpo, un calcio di punizione o un drop tra i pali, per un giocatore. Ecco un ulteriore modo di dire che la nozione di perfezione suggerisce: perseverare \u00e8 la via per vincere!<\/p>\n<p>Il perfezionismo pu\u00f2 indicare un sacco di cose diverse. Quello che \u00e8 importante notare in tutti questi esempi ricordati sopra \u00e8 che siamo coinvolti in un\u2019idea speciale, non-ordinaria di completezza. In effetti, celebrare la bellezza della spiritualit\u00e0 dello sport richiede di pensare in modo differente. Un\u2019unit\u00e0 spirituale viene coinvolta. E, ancora \u2013 per quanto le antiche tradizioni convengano \u2013 un altro mondo viene evocato: spesso chiamato mistico (nelle competizioni sportive, come in compiti implicanti prestazioni: uno spettacolo musicale; o un balletto d\u2019opera) piuttosto che dialettico. Ci\u00f2 nonostante, un\u2019attitudine razionale viene senz\u2019altro richiesta, come per la logica. Pi\u00f9 o meno allo stesso modo, in tutte queste prestazioni c\u2019\u00e8 una richiesta di essere coerenti col modello ideale richiesto in quelle stesse attivit\u00e0 riguardanti il giudizio e, in generale, le relazioni di tipo interpersonale, qualora esposte ad una dimensione pubblica. Quest\u2019ultima richiesta implica un\u2019idea pi\u00f9 profonda di perfezione. Una che apra una sfera di auto-stima realistica, ed una concezione mentale positiva verso il mondo imperfetto in cui noi tutti viviamo. Un ultimo esempio pu\u00f2 aiutare a comprendere il punto relativo alla strutturazione di una ratio per quanto riguarda l\u2019imperfezione: la questione essendo pertanto se questa idea di imperfezione possa essere tradotta in pratica.&nbsp;<\/p>\n<p>La pratica cristiana, per esempio: in Matteo (38-48) leggiamo a proposito dell\u2019insegnamento di Cristo di come esso si riferisca al giudizio; in effetti, ci\u00f2 che \u00e8 richiesto per essere perfetti, \u201cproprio come il vostro Padre celeste \u00e8 perfetto\u201d, \u00e8 di essere responsabili di fronte a ci\u00f2 che la gente comune (i Gentili) pensano sia giusto, e di fare l\u2019opposto\u2026 \u00c8 direttamente nei confronti di una visione ordinaria della correttezza che la scorrettezza \u00e8 richiamata dal Maestro nel celebre passo riguardante l\u2019amore per il nemico, ed \u00e8 sullo sfondo di una legge arcaica (Legge del taglione) che essa \u00e8 stata proposta: Giudizio contro il giudizio \u2013 si potrebbe dire. Se chiamiamo \u201cgiudizio esteriore\u201d il secondo ne avremo un\u2019idea anche migliore: opporsi all\u2019immagine esteriore di s\u00e9 non \u00e8 assolutamente da considerare una strategia di simmetrica \u201copposizione\u201d. La magnanimit\u00e0 \u2013 secondo il Vangelo (per salvare la propria anima, bisogna perderla) \u2013 non ha misura n\u00e9 calcolo. Una coscienza che giammai consideri il giudizio come \u201cesteriore\u201d, qualcosa di superiore, o definitivo, in alcun senso. Al contrario, questa \u00e8 la coscienza che dipende da qualcosa che lega la moralit\u00e0 all\u2019umilt\u00e0, alla semplicit\u00e0, alla povert\u00e0 e all\u2019imperfezione, per quanto misteriosa ed inconscia possa mostrare di essere.<\/p>\n<p>Ed il \u201cgiudizio interiore\u201d? Cosa accade se poniamo questo all\u2019attenzione della coscienza? Che cosa ne fa qualcosa di liberatorio ed alternativo, anche se inferiore al precedente? Il Vangelo mostra cosa fare: \u201cse uno ti d\u00e0 uno schiaffo sulla guancia destra, tu porgi anche l\u2019altra, e a chi vuole portarti in tribunale e toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello. E se uno ti costringer\u00e0 ad accompagnarlo per un miglio, tu con lui fanne due\u201d. La risposta sembrerebbe essere eccentrica, per dire il minimo\u2026 Agire come folli, essere pazzi: uno strano comportamento, dopo tutto! Dato il sottofondo agonistico, potremmo probabilmente meglio comprendere questo modello di moralit\u00e0 se lo applichiamo ad eventi e show straordinari, o se li associamo alle personalit\u00e0 sportive pi\u00f9 eccentriche: qualcosa come una mossa inaspettata, mai vista prima, come quelle di Cassius Clay; qualcuno che non sorprendentemente, per poter essere cos\u00ec sorprendente, ha diretto personalmente la sua esibizione, quella de \u201cil pi\u00f9 grande di tutti\u201d; e ancora qualcuno che ha avuto qualcosa (a partire dal proprio nome adottivo di Mohammed Ali) a che fare con il credo, la fede, l\u2019appello a qualcosa di \u201caltro\u201d, trascendente se stessi. Forse, \u00e8 proprio questo il percorso che porta a prendere coscienza di cos\u2019\u00e8 un comportamento spiritualmente positivo in senso agonistico, quando si \u00e8 in scena, o si compete nello sport.<\/p>\n<p>Ora, se consideriamo l\u2019imperfezione al di l\u00e0 ogni comprensibile paura o attesa di confronto spregiudicato, o di ogni inaccettabile fame di risultati a tutti i costi, condizionante ogni orizzonte esaltante e mistificante di gloria, e se oltrepassiamo le costrizioni malate di rabbia, preoccupazione, ansia che si accompagnano al fallimento e alla pena, potremo capire che \u00e8 la negazione del vero, realistico raggiungimento dei limiti della perfezione ci\u00f2 che ci fa soffrire nel realizzare tutto questo, e che la realt\u00e0 di tipo dualistico (sia essa la vittoria, o la sconfitta) dello spirito, cos\u00ec costretto ed inquadrato, \u00e8 ci\u00f2 che impedisce al nostro spirito di esprimersi. Un giusto omaggio ai valori della vita, acquisiti nello sforzo e nel sacrificio, \u00e8 esattamente l\u2019opposto.<\/p>\n<p>La lezione dell\u2019imperfezione \u00e8 il percorso a priori obbligato, e la domanda di perfezione ne \u00e8 il risultato conseguente. Ci\u00f2 \u00e8 vero anche per altre tradizioni religiose. E di certo, come racconta una storiella zen su un secchio abbellito perfettamente, ci sono cose che neppure la perfezione alla fine arriverebbe a poter fare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questo articolo ha come scopo quello di disegnare un ritratto panoramico delle diverse interpretazioni del concetto di perfezionismo. 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